In passato, con l’assenza di frigoriferi, la conservazione dei cibi creava non poche difficoltà. Vi si rimediava con la salagione delle carni, l'essicazione dei cereali, l'immersione della frutta in zucchero e la cottura o affumicazione di salumi e condimenti. Per il ghiaccio, invece, venivano utilizzate le cosiddette ghiacciaie, dette anche nevai, dispositivi che permettevano di conservare il ghiaccio invernale per averlo disponibile in estate a fini alimentari o terapeutici.
Solitamente era ubicata in luoghi freschi: caverne naturali, sotterranei o scantinati di case. Vi si raccoglieva la neve invernale compressa, nonché il ghiaccio preso dai torrenti; quando la massa diventava compatta, la si copriva con uno strato di paglia, pula e fasci di fronde. Uno scarico permetteva lo scolo della trasudazione, e il ghiaccio si poteva mantenere anche fino all’anno seguente.