Rivestendolo completamente, l'epidermide rappresenta l'organo umano più esteso e ricopre circa il 16% del peso totale del corpo. La funzione principale dell'epidermide è di barriera tra il mondo esterno e l’interno dell'organismo. E’ fondamentale per proteggere il corpo dal caldo, dal freddo, da lesioni e da agenti patogeni esterni. Inoltre l'epidermide svolge funzioni essenziali quali la termoregolazione e il ricambio idrico. Infine, possiede numerosi centri nervosi per ricevere stimoli tattili dall’esterno.
La pelle è formata da tre strati:
- epidermide
- derma
- ipoderma
L’epidermide a sua volta è formata da quattro strati che, passando dall’interno verso l’esterno, presentano una cheratinizzazione sempre maggiore:
- lo strato basale, detto anche germinativo o di Malpighi, composto da cellule disposte a palizzata sulla membrana a contatto con il derma. Le cellule di questo strato dell'epidermide, una volta riprodottesi, vengono spinte verso la superficie a formare lo strato successivo. In questo strato ci sono anche i melanociti, le cellule produttrici di pigmento;
- lo strato spinoso, formato da cellule cubiche, più appiattite rispetto a quelle dello strato basale e separate tra di loro da sostanza intercellulare;
- lo strato granuloso, strato di transizione tra quello spinoso e quello corneo, formato da una a quattro file di cellule. Più abbondante in quelle zone di epidermide sottoposte a maggiore stress, come nei palmi delle mani e nelle piante dei piedi;
- lo strato corneo, direttamente a contatto con l'esterno, di spessore variabile a seconda della sede. Le cellule di questo strato, ricche di cheratina, non contengono più i nuclei e vengono eliminate continuamente come lamelle cornee dalla superficie epidermica.
In sede palmo-plantare, dove l'epidermide è più spessa, è presente un quinto strato detto strato lucido. L'accrescimento dell'epidermide avviene per mitosi da parte delle cellule dello strato basale verso lo strato corneo con un processo detto di cheratinizzazione della durata di 3 - 4 settimane.
Il derma è la parte sottostante l’epidermide ed è formato da tessuto connettivo. Svolge la funzione di sostegno della cute. Nel suo interno si trovano vasi sanguigni che danno nutrimento alla cute stessa, terminali nervosi che servono a ricevere gli impulsi che passano attraverso l’epidermide e annessi cutanei (follicoli piliferi, ghiandole sebacee e sudoripare).
Il derma ha tre componenti principali:
- il derma papillare, quello a contatto con lo strato basale dell'epidermide;
- il derma medio che rappresenta il sostegno della pelle;
- il derma reticolare.
L’ipoderma è un tessuto adiposo: rappresenta la nostra riserva energetica, che interviene quando i grassi non vengono introdotti con l'alimentazione. Proprio perché formato da lipidi, l'ipoderma è un isolante termico che ci permette di mantenere la temperatura corporea costante. Altra funzione, non meno importante, è quella di rivestimento del corpo e, quindi, di protezione per gli organi interni. Questo strato cambia da individuo a individuo, dipende dal sesso, dalla razza e dall'età.
Epidermide: strumenti d’indagine
Il Tewameter (TEWL) è un apparecchio che misura la quantità d’acqua che attraversa i vari strati dell’epidermide e viene rilasciata sulla superficie cutanea. Il TEWL è profondamente legato alla funzione di barriera della pelle. Minori sono i valori di TEWL, maggiore è il grado di integrità della barriera. Alti valori di TEWL, invece, indicano maggior perdita di liquidi e quindi minor potere protettivo della barriera cutanea.
Il Sebometro è un apparecchio che permette di misurare la quantità di sebo sulla superficie cutanea. Il sebo è una sostanza secreta dalle ghiandole sebacee del derma ed il suo ruolo riguarda principalmente la formazione di uno strato idrolipidico di protezione. La misurazione della quantità di sebo sulla superficie cutanea serve a valutare il grado di attività delle ghiandole sebacee.
Il pHmeter è lo strumento che permette di misurare il pH superficiale dell'epidermide, ovvero la concentrazione di ioni idrogeno degli strati superficiali della cute. Il pH è un valore cutaneo fondamentale, che mette in relazione il film lipidico della superficie dell’epidermide con la sua capacità di costituire una barriera, soprattutto per i microrganismi. Normalmente il pH acido della cute garantisce una protezione battericida creando un ambiente non adatto alla sopravvivenza di microrganismi patogeni. In più, permette la funzionalità di enzimi che servono per la processazione e la formazione del film lipidico di superficie. Un'alcalinizzazione cronica determinata da agenti aggressivi o patologie sistemiche provoca un lento deterioramento della pelle e fenomeni di invecchiamento cutaneo precoce. I valori di pH possono essere influenzati dall’uso di detergenti, sostanze chimiche o di uso comune.
Il Corneometer permette di misurare il grado di idratazione dell’epidermide, cioè di valutare il contenuto di acqua negli strati esterni della cute. La quantità d’acqua presente nello strato corneo è responsabile di caratteristiche come morbidezza, elasticità e compattezza della pelle.
L’invecchiamento cutaneo
Riguardo all'epidermide, possiamo distinguere tra invecchiamento cronologico e invecchiamento ambientale. Il primo è dovuto a fattori genetici e a processi metabolici od ormonali che causano, col passare del tempo, alterazioni del derma, dell’ipoderma e delle strutture di sostegno. L’invecchiamento ambientale è determinato invece dall'esposizione alle radiazioni solari (si parla di fotoinvecchiamento dell'epidermide). Concorrono altri fattori ambientali quali l’inquinamento, il fumo e le sostanze chimiche.
Fattori genetici
I fattori genetici che determinano l'invecchiamento cutaneo, al contrario dei fattori ambientali, rimangono costanti per tutta la vita. Essi rappresentano una sorta di 'orologio biologico' che scandisce il tempo dell'epidermide e, più in generale, di tutte le cellule del corpo umano. L'invecchiamento dell'epidermide originato da fattori genetici inizia in prima istanza molto lentamente, dopo i 25 anni, con grande variabilità soggettiva, e si manifesta visibilmente dai 40 anni in poi.
Fattori ambientali
I fattori ambientali esercitano una notevole influenza sull'invecchiamento dell'epidermide: basti pensare, per esempio, alle radiazioni solari o all'esposizione a condizioni climatiche avverse (caldo, freddo, vento) che generano inevitabilmente una trasformazione del nostro apparato tegumentario.
É quindi indiscutibile che i raggi solari svolgano un ruolo determinante nell'accelerare i processi di invecchiamento cutaneo. Infine, l'epidermide ha una sorta di "memoria" del sole accumulato che causa, di anno in anno, l'incrementarsi del danno
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